Perle di Luce è un progetto di documentazione fotografica dedicato alla tradizione muranese della lavorazione delle perle vetro, antica arte che risale al XIV secolo e arriva alle porte del nuovo millennio. Un viaggio tra fabbriche, botteghe e artisti-artigiani, sulle tracce di un'arte antica.
IL PROGETTO
Perle di Luce nasce nel 2018 a partire dalla documentazione di una fabbrica dismessa di perle di conteria, piccole perle di vetro monocolore che per secoli hanno rappresentato una risorsa economica fondamentale per Venezia, fino a essere utilizzate come vera e propria moneta di scambio nei commerci internazionali.
Da questo primo nucleo, la ricerca si è progressivamente ampliata, articolandosi in un’indagine che intreccia fotografia e studio storico. Il progetto traccia le persistenti tracce della produzione delle perle nel territorio veneziano, attraverso l’analisi di documenti conservati presso l’Archivio di Stato e la documentazione fotografica di edifici, spazi e aree di Murano storicamente legati a questa attività. Ne emerge una geografia stratificata, in cui il paesaggio urbano conserva ancora i segni di una tradizione produttiva oggi in gran parte dimenticata.
Parallelamente, il lavoro si concentra sulla dimensione contemporanea della lavorazione delle perle a lume, attraverso la documentazione e valorizzazione degli artigiani veneziani che ancora praticano questa tecnica. Le perle diventano così oggetti unici, realizzati come espressione artistica o su commissione, in cui il gesto manuale e il sapere tecnico assumono un valore culturale e identitario.
Il progetto proseguirà con un approfondimento dedicato ai materiali e alle testimonianze legate al commercio delle perle, che tra il XII e il XIX secolo ha contribuito in modo determinante all’affermazione di Venezia come potenza commerciale.
Ancora oggi poco conosciuta, anche tra gli stessi veneziani, la lavorazione delle perle è in realtà precedente a quella del vetro soffiato. “Perle di Luce” intende restituire visibilità e complessità a questa tradizione, proponendo una riflessione sul rapporto tra memoria, economia e patrimonio, e sul ruolo della fotografia nella sua trasmissione.
VENEZIA E LE PERLE, IL CONTESTO STORICO
L'arte delle perle di vetro di Murano è una pratica antica, profondamente radicata nella storia della creatività umana e di Venezia. Prodotte già nel 1300, sia da singoli artigiani che in grandi laboratori, le perle di vetro sono state forse il primo esempio di globalizzazione, raggiungendo i gruppi etnici di tutto il mondo, soprattutto tra Africa e Medio Oriente.
Nel periodo d’oro dei commerci della Serenissima, tra il XV e il XVIII secolo, le perle di vetro di Murano erano tra le merci più preziose e ricercate lungo le rotte che collegavano Venezia all’Africa e al Medio Oriente. Raffinate, colorate e uniche per qualità, venivano utilizzate come moneta di scambio dai mercanti veneziani per ottenere spezie, oro, avorio e altri beni rari. In molte regioni africane queste perle hanno assunto nel tempo un forte valore simbolico e sociale, entrando a far parte dei costumi e dei gioielli tradizionali di diverse tribù, dove rappresentavano prestigio, ricchezza e identità. 
Oggi, nella maggior parte dei casi, le antiche perle veneziane sono state sostituite da perline di plastica, più economiche e facilmente reperibili, ma la loro presenza nei costumi tradizionali africani resta una testimonianza viva dei legami storici e culturali che univano Venezia al continente africano.
ASPETTI CULTURALI
La lavorazione delle perle di vetro muranesi è una pratica artigianale che affonda le sue radici nel Medioevo e che ha attraversato secoli di storia veneziana. Oggi, nonostante riconoscimenti istituzionali e l’impegno di associazioni e comitati, questo patrimonio è messo alla prova dal ricambio generazionale, dalla concorrenza industriale e dalla perdita di memoria delle tecniche tradizionali.
Il progetto è sviluppato in collaborazione con il Comitato per la Valorizzazione dell’Arte della Perla di Vetro (CPVV) ed è inserito nel programma “Le Città in Festa” del Comune di Venezia, che sostiene iniziative culturali votate alla salvaguardia delle tradizioni locali. In questo quadro, “Perle di Luce” si configura come strumento di sensibilizzazione, ricerca e divulgazione.
Un'arte preziosa da proteggere e tramandare, che oggi rischia di scomparire, portata avanti da pochissimi artigiani. In questo contesto, l'arte della perla di vetro Veneziana è stata dichiarata nel 2020 patrimonio immateriale dell'umanità UNESCO.
↑  Alessandra, crea perle dal design essenziale e strutturato, con colori vivaci e forme forti, che richiamano caramelle o costruzioni architettoniche. 
APPROCCIO FOTOGRAFICO
Il lavoro si sviluppa come un progetto a lungo termine, con periodi di residenza e ricerca sull’isola di Murano. L’approccio è di tipo documentario e autoriale:
- fotografia in luce ambiente per restituire la qualità luminosa dei laboratori e dei forni;
- attenzione ai dettagli dei gesti e delle superfici, per mettere in evidenza la manualità e la concentrazione del lavoro;
- ritratti degli artigiani nel loro spazio di lavoro, pensati come testimonianze di identità e responsabilità culturale;
- sequenze narrative che seguono il processo dalla materia grezza alla perla finita.
La serie è concepita come corpus aperto, capace di crescere nel tempo e di dialogare con testi, interviste e materiali d’archivio.
↑  Yukina e Moulaye, artigiana giapponese e artigiano nigeriano, sono arrivati a Venezia oltre vent’anni fa per studiare l’arte e il costume veneziano. Affascinati dalla magia del vetro, hanno scelto di restare per imparare la tecnica delle perle a lume, trasformando la loro passione in una vita di ricerca e creazione. Oggi sono maestri riconosciuti, apprezzati tanto in Italia quanto nei loro Paesi d’origine, simbolo dell’incontro tra culture unito dalla luce del vetro muranese.
✧ La storia sociale delle donne di Murano, che si sono ritagliate uno spazio fondamentale nella produzione delle perle in vetro di Murano, si mescola alla storia di un'arte antica, che racconta i commerci, la globalizzazione e la prima zona industriale del mondo.
↑  Muriel, realizza perle compatte e stratificate, simili a piccoli pianeti, con correnti colorate che ricordano le correnti del mare o piccoli pianeti in miniatura, mondi sommersi nella luce del vetro.
 Il progetto mira a raccontare la nascita di un’economia globale che, partendo da Venezia, ha ridefinito i commerci mondiali e alimentato il prestigio della Serenissima. Al centro di questa storia, le mani delle donne di Murano, custodi di un sapere antico che ha trasformato la creatività femminile in arte, diffondendo nel mondo manufatti unici, piccoli frammenti di luce e identità veneziana.
↑  Sabrina, ha ereditato da suo padre una fabbrica di perle di vetro ormai in disuso. Un tesoro di ricordi e bellezza. Sabrina si impegna ogni giorno per portare avanti il lavoro di documentazione di tutte le merci presenti nel deposito della fabbrica. Ha scoperto perle di fatture sconosciute, che non erano mai state censite dai cataloghi dei musei del vetro di Murano.
↑  I magazzini dove ancora oggi si lavorano le perle sono veri e propri scrigni della memoria, dove pochi continuano a mantenere viva quest'arte, un tempo preziosa per la Serenissima.
↑  Alessia Fuga, vicepresidente del Comitato per la Valorizzazione della perla di Vetro, realizza perle di dimensioni non convenzionali, pezzi unici destinati a diventare gioielli di grandi dimensioni o ornamenti di alta moda.
↑  Murano, vista dal Faro dell'Isola. La prima zona industriale del mondo, nata per custodire i segreti dell'artigianato vetrario, ancora oggi cela i suoi segreti nel buio delle fornaci e nei depositi di perle. 
SOSTEGNO E COLLABORAZIONE
Il progetto ha ottenuto nel 2025 il patrocinio della Città di Venezia ed è stato inserito nel calendario permanente LE Città in Festa. 
Il progetto è inoltre sostenuto, quali partner tecnici, da SIGMA ITALIA e RIFLESSI SHOP.
Il progetto si presta a collaborazioni e intese con
- fondazioni culturali e musei interessati alla valorizzazione delle arti applicate e del patrimonio immateriale;
- enti pubblici e soggetti privati che operano nei campi del turismo culturale, dell’innovazione sociale e della responsabilità sociale d’impresa;
- aziende legate al mondo del vetro, del design, dell’artigianato e della fotografia che desiderano associare il proprio nome a un progetto di documentazione e salvaguardia.
Le forme di collaborazione possono includere: sostegno alla produzione e alla stampa, co-promozione di mostre e pubblicazioni, residenze artistiche, attività educative, borse di ricerca e acquisizioni per collezioni pubbliche e private.

Back to Top